![]() |
| http://www.acraccademia.it/ |
Come sempre.
E la serata non era ancora iniziata.
L’odore delle cipolle mangiate all’happy hour in un locale a Porta Venezia mi inebriava il naso. Ad un certo punto la mia amica Stefania, detta “la corista”, balza in piedi. Dice di dover andare in bagno. Il mio amico Kaji l’accompagna fino a metà delle scale, io li vedo allontanarsi come due figure non ben definite nell’oscurità del locale, ancora piu’ scuro, a causa dei miei occhiali da sole personalizzati, che uso solo per le serate importanti. Non tornano, penso che forse l’oscurità rallenta il tempo, la notte rallenta le ore. Proprio quando avevo perso le speranze, rieccoli riaffiorare dalle tenebre. Si siedono vicino a me, io penso a Chiara, ragazza conosciuta pochi giorni prima, penso che se le chiedessi di uscire forse lei accetterebbe, penso che forse potrei essere interessante, penso che forse l’anno nuovo porterà belle cose, piu’ belle dell’anno passato, penso tutto questo mentre la musica cresce, esplode, dietro la mia poltrona si scatenano delle ombre di corpi che ballano, sudano, si abbracciano, i vestiti di colore rosso,giallo,verde si fondono tutti e diventano di un nero con diverse tonalità, i miei amici si uniscono alle danze, ridono, io rimango fermo, penso al mio futuro, penso al mio passato. Mi viene in mente che sto trascurando il presente, il presente era li, la musica, i volti, i corpi, le ragazze che si avvicinano per ballare con te, chiedendo il permesso al fidanzato, mi diverto, sorrido, sorrido, sono con i miei amici, sono quasi le 2 di notte, sono vivo, sono fortunato, ballo, sono con i miei amici, è una serata speciale, è la mia vita, è essere giovani, è essere felici, è essere allo zoom.Eravamo allo zoom. Antonello Arabia, 7 -1-2012
